Che cos’è l’ecografia e a cosa serve


L’esame ecografico rappresenta una metodica strumentale di vastissimo utilizzo che trova ormai un impiego sempre più frequente sia nel primo approccio al paziente quale semplice completamento della visita clinica, sia nella ricerca e nell’identificazione di eventuali sospetti emersi dalla valutazione clinica e dall’esito degli accertamenti laboratoristici.

Questa metodica è stata introdotta nel campo della diagnostica medica negli anni ‘70, inizialmente con risultati modesti, ma in seguito, con il rapido progresso tecnologico, ha assunto un ruolo sempre più rilevante, divenendo ormai un passaggio fondamentale nel “management” clinico del paziente.

Si stima, infatti, che da sola l’ecografia costituisca circa il 15-20% dell’intera produzione degli esami di diagnostica per immagini in ambito medico. Il principio fisico su cui si basa la metodica ecografica prevede l’impiego di onde ultrasonore (ultrasuoni) con frequenze altissime, superiori ai 20.000 Herz, e pertanto non percepibili dall’orecchio umano.

Gli ultrasuoni sono emessi da apposite sonde costituite da cristalli piezoelettrici che vengono posizionate a contatto con la pelle del paziente attraverso l’utilizzo di un gel che elimina l’aria interposta tra la sonda e la cute. Le onde ultrasonore penetrano nel corpo e interagiscono in modo differente con i diversi organi e tessuti, generando degli echi di riflesso che ritornano alla sonda.

Successivamente tali echi vengono amplificati e trasformati in numeri, elaborati da un computer e rappresentati in immagine su un monitor.

Attualmente l’ecografia viene utilizzata in ambito radiologico, internistico, cardiologico, chirurgico, ginecologico e ostetrico, ponendosi come metodica trasversale a numerose branche specialistiche. La sua diffusione è stata favorita dall’innocuità, dalla relativa economicità e dalla facilità a reperirla sul territorio. Il limite principale dell’ecografia è rappresentato dal fatto che essa è operatore-dipendente: affinché le informazioni ricavabili da uno studio ecografico siano correttamente valutate è indispensabile, infatti, che il medico-radiologo e/o il medico-ecografista possiedano particolari doti di manualità, conoscenza dell’anatomia umana, abilità nell’interpretazione delle immagini ed esperienza clinica.

Ne consegue che l’efficacia diagnostica dell’esame è strettamente correlata alla capacità dell’operatore, oltre che condizionata dalle caratteristiche dell’apparecchiatura a disposizione.

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A cosa serve l’ecografia?

 

Studio della tiroide

Si stima che circa 1 italiano su 5 soffra di disturbi alla tiroide e che circa il 70% della popolazione non abbia mai effettuato esami per accertare la presenza di alterazioni della ghiandola tiroidea. I disturbi della tiroide, probabilmente per cause genetiche e ormonali, colpiscono in prevalenza la popolazione femminile. L’ecografia dimostra facilmente forma e dimensioni della tiroide, l’eventuale presenza di noduli e altre patologie come le tiroiditi. Attraverso l’ausilio dell’applicazione ecocolordoppler è inoltre possibile ottenere informazioni sulle caratteristiche della vascolarizzazione dei noduli e sulla diagnostica differenziale tra le varie patologie. L’ecografia può essere utilizzata anche come guida per effettuare agoaspirati di formazioni nodulari per le quali è richiesta una caratterizzazione citologica.

Studio della mammella

Il tumore della mammella rappresenta tuttora la neoplasia di più frequente riscontro nel sesso femminile e la causa di morte, in Italia, di più di 10.000 donne ogni anno. Nella diagnostica senologica e nello screening per il tumore mammario l’ecografia deve accompagnare e completare la mammografia, che è l’esame indicato a partire dai 40 anni d’età. Nelle donne più giovani, al di sotto dei 40 anni, il cui seno generalmente risulta più “denso” perché a prevalente componente ghiandolare, l’ecografia mammaria deve essere considerata l’esame strumentale di elezione.

Studio degli organi addominali

L’ecografia permette di esplorare tutti gli organi della cavità addominale e di valutarne dimensioni, forma, struttura e vascolarizzazione: fegato, colecisti, vie biliari, pancreas, milza, reni, surreni, aorta addominale, vescica, prostata e vescicole seminali nell’uomo, utero e ovaie nella donna. Consente di evidenziare patologie focali o diffuse, formazioni espansive, la presenza di calcolosi della colecisti e delle vie biliari, calcoli del rene e delle vie urinarie. È, inoltre, l’esame di prima istanza per la ricerca di falde di versamento libero endoaddominale e può essere uno strumento efficace anche per lo studio delle anse intestinali. Se correttamente eseguita può confermare o orientare in modo determinante il sospetto clinico e guidare alla diagnosi corretta. Nei casi dubbi o che necessitano di ulteriore approfondimento diagnostico, rappresenta il punto di partenza per individuare la necessità di ricorrere a metodiche di II livello quali TC (Tomografia Computerizzata) o RM (Risonanza Magnetica). Nel prossimo numero di Vivendi saranno esaminate le altre principali indicazioni sull’utilizzo dell’esame ecografico.

Studio dell’utero e delle ovaie

L’ecografia ginecologica può essere eseguita con approccio sovrapubico o transvaginale. Consente di studiare gli organi pelvici femminili (ovaie, tube, utero) e di effettuarne una valutazione adeguata di morfologia e caratteristiche strutturali. Applicazioni particolari dell’ecografia transvaginale sono rappresentate dalla sonoisterografia e dalla sonoisterosalpingografia. La sonoisterografia viene effettuata introducendo soluzione fisiologica nella cavità dell’utero tramite un piccolissimo sondino e permette di visualizzare le eventuali alterazioni della parete uterina. La sonoisterosalpingografia è invece indicata nelle donne con problemi di sterilità. Quest’ultima tecnica consiste nell’insufflazione di soluzione fisiologica e di aria all’interno dell’utero e delle tube, valutando il successivo passaggio del liquido attraverso le salpingi in cavità peritoneale, in questo modo vengono acquisite indicazioni sullo stato della pervietà tubarica.

Studio in gravidanza                                                                                                                           

Le ecografie ostetriche consentono di seguire l’andamento della gestazione e di diagnosticare eventuali anomalie del feto. Attualmente sono disponibili apparecchiature ecografiche che permettono di ottenere immagini tridimensionali di un volume e, quindi, di raffigurare il feto nelle tre dimensioni spaziali, con immagini statiche (3D) o in tempo reale (4D). L’esame non comporta alcuna irradiazione ed è privo di pericoli, in quanto l’intensità degli ultrasuoni è estremamente debole.    

Studio della prostata        

Lo studio ecografico della prostata può essere effettuato con approccio sovrapubico o transrettale. L’ecografia prostatica sovrapubica viene effettuata impiegando una sonda esterna sull’addome inferiore ed è utile per avere informazioni generiche sulla ghiandola e sulla valutazione della vescica e del residuo postminzionale. L’ecografia prostatica transrettale, condotta mediante una sonda introdotta per via rettale, è un esame più dettagliato per evidenziare il volume della prostata, la presenza di ipertrofia prostatica benigna e di calcificazioni, nonché il riscontro di noduli sospetti.

 

Studio dello scroto e dei testicoli

Vengono valutate le borse scrotali, i testicoli, gli epididimi, il funicolo e i dotti spermatici, ricavando informazioni sulle caratteristiche di forma e dimensioni e sulle eventuali patologie associate. L’ecografia è inoltre la metodica diagnostica utilizzata per la diagnosi e la stadiazione del varicocele, patologia caratterizzata dalla comparsa di varici del plesso venoso pampiniforme.

 

Studio dei muscoli, dei tendini e delle articolazioni

L’ecografia muscolare trova impiego quale esame di prima istanza per lo studio di traumi muscolari, in particolare a seguito di contusioni e stiramenti o di lesioni più gravi. Con l’ecografia possono essere studiate tutte le articolazioni: spalla, ginocchio, gomito, caviglia, polso, piccole articolazioni della mano e del piede. Lo studio ecografico dell’articolazione dell’anca può essere eseguito nei bambini per la diagnosi precoce della displasia e nell’adulto come guida durante le infiltrazioni.

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Studio dei tessuti molli

Per tessuti molli si intende l’insieme di tessuti che hanno un’origine diversa dall’osso e la cui patologia si esprime prevalentemente attraverso tumefazioni che richiamano le caratteristiche ecografiche del tessuto di origine, ad esempio lipomi (derivanti da tessuto adiposo), cisti (a contenuto fluido) o formazioni di natura indeterminata per le quali l’ecografia risulta strumento imprescindibile per valutarne forma, dimensioni e profondità. Nell’ambito dello studio dei tessuti molli viene generalmente compreso anche l’esame dei linfonodi, piccoli organi linfoidi periferici, la cui valutazione è di fondamentale rilevanza per l’individuazione e la localizzazione di varie patologie. L’ecografia consente di distinguere, in base alle caratteristiche morfologiche e strutturali, i linfonodi normali, quelli benigni (forme reattivo-infiammatorie) e quelli con caratteristiche sospette per patologie neoplastiche (metastasi e linfomi). Le sedi più agevolmente esplorabili con l’ecografia sono le stazioni linfonodali di collo, ascelle e inguine.

 

Studio delle arterie e delle vene

La diagnosi e lo screening delle malattie vascolari, sia arteriose che venose, può essere effettuato con la tecnica ColorDoppler, metodica non invasiva che sfrutta le variazioni di frequenza prodotte dal movimento dei globuli rossi. Consente di evidenziare anche le più piccole lesioni di parete e di valutare la presenza di stenosi. In casi specifici anche in ecografia può essere usato un mezzo di contrasto endovenoso costituito da microbolle di aria o da microbolle di gas inerte; tale tecnica viene utilizzata sia per studi di ecografia vascolare, sia per caratterizzare lesioni degli organi addominali (soprattutto del fegato e del rene). In definitiva, l’ecografia è una metodica divenuta ormai indispensabile nella pratica clinica che consente, in mani esperte e con l’ausilio delle apparecchiature più recenti, di fornire risposte rapide e spesso risolutive al quesito diagnostico. I vantaggi principali sono rappresentati da: elevata sensibilità, facile esecuzione e ripetibilità, non invasività e sostanziale innocuità, possibilità di esecuzione anche a letto degli ammalati, assenza di particolari controindicazioni.

 

Da lunedì 19 giugno a giovedì 31 agosto Marilab propone una nuova iniziativa a favore della salute. Per tutta l’estate si potranno effettuare le ecografie a prezzi ridotti presso le sedi del Caffaro e di Fonte Meravigliosa e solo su appuntamento.

Per info e prenotazioni chiamare il numero 06 561951.