Le cure per i deficit acustici: dalle protesi alla chirurgia

29-01-2019


I Deficit Acustici

L’ipoacusia, cioè la diminuzione fisiologica o patologica dell’udito, è un disturbo che colpisce indistintamente uomini e donne di qualsiasi età. Con il tempo calano le prestazioni, con un picco intorno ai 65 anni. Questo tipo di riduzione della capacità di ascolto viene chiamata presbiacusia e si caratterizza per una progressiva diminuzione della soglia acustica riscontrabile in sede di esame (audiogramma).

Nella maggior parte dei casi, lo sviluppo lento e graduale della patologia determina una condizione di non consapevolezza, provocata da una sorta di assuefazione acustica alla mancanza di stimoli sonori. Spesso, i pazienti identificano i disturbi solo durante il primo colloquio con lo specialista (“non è che non sento bene, non capisco le parole”; “da qualche tempo non riesco più a capire quando suona il citofono”, ecc.).

 

Anomalie Patologiche dell’Udito

Per quantificare un eventuale deterioramento acustico è opportuno associare a un controllo otoscopico, che escluda la presenza di anomalie fisiologiche (tappi di cerume) o patologiche (perforazioni o infezioni), un esame dell’udito.

Se è presente un calo acustico questo può essere trattato, a livello ambulatoriale, tramite la rimozione di formazioni ceruminose, oppure con la terapia farmacologica, nei casi di otiti, fino ad arrivare alla chirurgia nel 20% dei casi e alla protesi nel rimanente 80%.

La terapia protesica si avvale preferenzialmente di apparecchiature mobili (protesi acustiche retroauricolari o endoaurali). L’evoluzione dei software e della miniaturizzazione, ha reso possibile lo sviluppo di una tecnologia che per potenzialità, dimensioni e possibilità di personalizzazione, è lontana anni luce dalle vecchie e ingombranti protesi.

I casi che, per gravità o condizioni locali, non possano o riescano a beneficiare di una protesi convenzionale (12%), possono ricorrere a protesi permanenti posizionate con un intervento chirurgico.

Stile di vita

Elemento fondamentale per un buon risultato protesico è la tempestività: una deprivazione uditiva prolungata è infatti associata a risultati meno performanti. Un recupero parziale è possibile solo attraverso un lento e costante training acustico coadiuvato da frequenti regolazioni protesiche (fitting protesico).

Condurre uno stile di vita sano, evitare traumi fisici o sonori, sottoporsi a visite specialistiche e (se opportuno) a controlli audiometrici con regolarità (12-18 mesi), prevenire la deprivazione acustica con il ricorso a protesizzazione precoce, sono semplici ma importanti gesti alla portata di tutti.

Come affermava il geniale inventore del telegrafo e della lampadina, Thomas Alva Edison, “Il Medico del futuro non darà medicine, ma motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, educandoli alla Prevenzione”.

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