L’importanza della diagnosi precoce per la prevenzione dei nei


Il melanoma è uno dei tumori cutanei più aggressivi e la sua incidenza, in costante aumento negli ultimi decenni, rappresenta un problema di salute pubblica. La prevenzione e la diagnosi precoce costituiscono le armi vincenti contro il melanoma ed è per questo che è necessario imparare a conoscere la propria pelle.

Infatti, l’asportazione chirurgica di un melanoma nella sua fase iniziale (spessore minore di 1mm) porta ad un tasso di guarigione di circa il 90%. L’aumentata attenzione nei confronti di questa neoplasia, unita a una maggiore consapevolezza del rischio dell’esposizione solare, è stata accompagnata negli ultimi anni, da un aumento di diagnosi di melanoma in fase iniziale.

Parte integrante del programma di prevenzione è, quindi, il riconoscimento di fattori di rischio per lo sviluppo di questa neoplasia.

Il melanoma cutaneo origina dal melanocita, cellula della cute preposta alla sintesi della melanina, pigmento che conferisce alla pelle il suo tipico colorito. Il rischio di sviluppare il melanoma è maggiore nei soggetti di pelle chiara, con occhi azzurri, efelidi e con difficoltà ad abbronzarsi perché sono costituzionalmente meno protetti dai raggi solari. Il colore rosso dei capelli e una storia di familiarità per melanoma completano quelli che sono i fattori di suscettibilità genetica per questo tumore, legati all’acquisizione di un genotipo sole-sensibile o all’eredità di specifici geni correlati alla malattia.

Ripararsi dal sole per prevenire

I raggi ultravioletti contribuiscono allo sviluppo del tumore e rappresentano il fattore di rischio ambientale più frequente. Molte persone ignorano che differenti abitudini di esposizione al sole hanno effetti diversi nello sviluppo del melanoma.

Infatti, un’esposizione solare cronica, quotidiana, come quella dei lavoratori “all’aria aperta”, non è accompagnata da un aumento di incidenza di melanoma, al contrario dell’esposizione intermittente del weekend, delle vacanze o delle lampade abbronzanti che rappresenta la forma di irradiazione UV che più frequentemente è associata allo sviluppo del melanoma.

Il melanoma maligno può insorgere de novo o da un neo preesistente.

dermatologia

Evidenze scientifiche convincenti indicano che soggetti con un numero elevato di nei (più di 40) sono a maggior rischio di sviluppo del melanoma e che nei con caratteristiche atipiche o displastiche, come un diametro maggiore di 5 mm, irregolarmente pigmentati e con bordi mal definiti, possono essere più frequentemente associati allo sviluppo di melanoma.

Quello che deve far sospettare una crescita neoplastica è la comparsa o il cambiamento di simmetria, bordi, colore, dimensione ed estensione (orizzontale e verticale) di un neo preesistente.

Se il melanoma viene riconosciuto e trattato precocemente può essere curabile. In caso contrario, esso può diffondersi in altre parti del corpo diventando difficile da trattare e molto spesso fatale.

Evitare l’esposizione solare nelle ore più calde della giornata, applicare una protezione solare in modo uniforme prima e durante l’esposizione, non esporre i neonati e i bambini al sole diretto sono solo alcune delle buone abitudini che vanno adottate. La visita dermatologica di screening annuale può completare il programma di prevenzione.

Tale visita può essere integrata dell’esame con epiluminescenza o dermatoscopia digitale, metodica diagnostica non invasiva che permette di migliorare la diagnosi delle lesioni pigmentate cutanee (nei, cheratosi, epiteliomi). La memorizzazione delle immagini dei singoli nei atipici consente, inoltre, di controllare la rovo evoluzione nel tempo. Ricorda… una diagnosi precoce ti può salvare la vita!

 

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