Sindrome di Duane: cos’è e come risolverla


La Sindrome di Stilling-Türk-Duane, meglio nota come Sindrome di Duane, è una condizione congenita che causa anomalie motorie dell’occhio. Solitamente interessa un solo occhio che più frequentemente è il sinistro, ma di rado può colpire entrambi. L’eziologia non è ancora ben nota, ma un anomalo sviluppo del VI° nervo cranico induce una co-contrazione nei due muscoli che muovono l’occhio orizzontalmente: il retto mediale e il retto laterale. Ciò si traduce in tre tipologie sindromiche diverse, la più comune delle quali è il tipo I.

Nella Sindrome di Duane di tipo I, si ha un’assenza o una marcata riduzione dell’abduzione (movimento dell’occhio verso l’esterno), e l’adduzione (movimento verso l’interno) può presentarsi talvolta normale, talvolta lievemente limitata. Durante i movimenti di adduzione si verifica inoltre una retrazione del globo oculare, con il conseguente restringimento della rima palpebrale. Molte volte si può riscontrare un’esotropia (occhio deviato verso l’interno) nell’occhio affetto, ed una posizione anomala del capo, che risulterà ruotato per tentare di compensare lo strabismo.

Cos’è nello specifico che determina una simile situazione oculare?

In un occhio normale quando il retto mediale, muscolo deputato all’adduzione, si contrae, il retto laterale, che esplica la sua azione opposta ovvero l’abduzione, si rilascia per permettere al primo di effettuare efficacemente la sua azione. In un occhio affetto da Sindrome di Duane invece, durante l’adduzione si contraggono entrambi i muscoli, e quando è richiesto un movimento abduttorio il retto laterale non si contrae efficacemente.

Le altre due varianti meno comuni di questa sindrome sono i tipi II e III.

Nella Duane di tipo II il quadro è quasi opposto: a mancare è l’adduzione, mentre l’abduzione risulterà nella norma o leggermente ridotta. Spesso si ha una exotropia (deviazione oculare verso l’esterno) dell’occhio sindromico e permangono la retrazione bulbare e il restringimento della rima palpebrale che si manifestano quando l’occhio tenta movimenti adduttori.

L’ultima e ancor più rara è il tipo III, nel quale risultano assenti o marcatamente limitate sia l’adduzione che l’abduzione e l’occhio può presentare o una esotropia o una exotropia, oltre al consueto quadro che si manifesta nei tentativi di adduzione.

Il trattamento di questa patologia dipende dalla sua severità. Se vi è occhio pigro, viene trattato. Si ricorre alla chirurgia invece nei casi in cui vi sono una posizione anomala del capo e lo strabismo, ripristinando il parallelismo oculare. Inoltre l’intervento chirurgico mira anche a migliorare la retrazione dell’occhio e il restringimento palpebrale se molto accentuati.

La visita ortottica può individuare e riconoscere sindromi oculari neuromotorie come quella di Duane tramite dei test non invasivi. È volta anche a valutare lo stato sensoriale del soggetto che ne è affetto: determina se vi è o meno la presenza di stereopsi (visione tridimensionale), qualora vi sia strabismo provvede a quantificarlo e verifica la presenza o meno di occhio pigro e posizione anomala del capo.