Le Terapie dei Deficit Acustici


What? Closeup for hand on earL’ipoacusia, cioè la diminuzione fisiologica o patologica dell’udito, è disturbo ubiquitario che colpisce indistintamente uomini e donne di qualsiasi età.

Con il tempo calano le prestazioni, con un picco intorno ai 65 anni.

Questo tipo di riduzione della capacità di ascolto viene chiamata presbiacusia e si caratterizza per una progressiva diminuzione della soglia acustica sull’esame dell’udito, chiamato audiogramma a partire dalle frequenze acute posizionate sul lato destro.

In questi casi lo sviluppo graduale determina frequentemente una condizione di non consapevolezza, provocata da una sorta di assuefazione acustica alla mancanza di stimoli sonori.

Nella maggioranza dei casi i soggetti affetti identificano i disturbi solo durante il primo colloquio con lo specialista (non è che non sento bene, non capisco le parole; da qualche tempo non riesco più a capire quando suona il citofono; quando siamo a tavola in famiglia non riesco a seguire i discorsi; ecc.).

Per quantificare un eventuale deterioramento acustico è opportuno associare a un controllo otoscopico, che escluda la presenza di anomalie fisiologiche (tappi di cerume) o patologiche (perforazioni, infezioni), un esame dell’udito.

Se è presente un calo acustico questo può essere trattato o a livello ambulatoriale tramite rimozione di formazioni ceruminose o terapia farmacologica nei casi di otiti fino ad arrivare alla chirurgia nel 20% dei casi e alla protesi nel rimanente 80%.

La terapia protesica si avvale preferenzialmente di apparecchiature mobili (protesi acustiche retroauricolari o endoaurali.

L’evoluzione dei software e della miniaturizzazione ha reso possibile lo sviluppo di una tecnologia che per potenzialità, dimensioni e possibilità di personalizzazione è lontana anni luce dalle vecchie e ingombranti protesi.

I casi che per gravità o condizioni locali non possano o riescano a beneficiare di una protesi convenzionale (12%) possono ricorrere a protesi permanenti posizionate con un intervento chirurgico.

Elemento fondamentale per un buon risultato protesico è la tempestività: una deprivazione uditiva prolungata è infatti associata a risultati meno performanti. Un recupero parziale è possibile solo attraverso un lento e costante training acustico coadiuvato da frequenti regolazioni protesiche (fitting protesico).

Condurre uno stile di vita sano, evitare traumi fisici o sonori, sottoporsi a visite specialistiche e (se opportuno) a controlli audiometrici con regolarità (12-18 mesi), prevenire la deprivazione acustica con il ricorso a protesizzazione precoce sono semplici gesti alla portata di tutti;
come affermava il geniale inventore del telegrafo e della lampadina Thomas Edison:

il dottore del futuro non darà medicine ma motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta e alla prevenzione della malattia

Dott. Fulvio Mammarella Prof. Gianluca Bellocchi