Mai più starnuti e orticaria: tutti i rimedi per non soffrire


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Dott. Fabio Vacca

L’arrivo della stagione primaverile porta in primo piano le allergie stagionali. Chi ne soffre si troverà più o meno all’improvviso a combattere sintomi come congiuntivite, rinite, asma.

Come diceva Thomas Alva Edison “il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta ed alla causa e prevenzione della malattia”.

Allora proviamo a parlare di prevenzione nelle malattie allergiche.

Le malattie allergiche, nel loro insieme, sono il risultato di una risposta “esagerata” del sistema immunitario nei confronti di agenti estranei chiamati “allergeni”.

L’allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive nei confronti di sostanza abitualmente innocue per la maggior parte della popolazione, ma che negli allergici provocano sintomi tipici, quali: rinite, congiuntivite, asma bronchiale, manifestazioni gastroenteriche, manifestazioni dermatologiche. La reazione allergica possiamo definirla come una reazione complessa dove interagiscono prevalentemente fattori genetici e ambientali.

Quello su cui ci soffermeremo sono prevalentemente le azioni di prevenzione sui fattori ambientali, potendo agire poco su quelli che sono i fattori genetici.

Che cos’è la prevenzione

Possiamo definire la prevenzione come un insieme di attività, azioni e interventi attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattie.
Esistono vari livelli di prevenzione:

Prevenzione primaria

Ha il suo campo d’azione sul soggetto sano e si propone di mantenere le condizioni di benessere e di evitare la comparsa di malattie; in particolare è un insieme di attività, azioni e interventi che attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l’allontanamento o la correzione dei fattori causali delle malattie, tendono al conseguimento di uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e della collettività o quanto meno ad evitare l’insorgenza di condizioni morbose. L’insieme di questi interventi è pertanto finalizzato a ridurre la probabilità che si verifichi un evento avverso non desiderato (riduzione del rischio).

Prevenzione secondaria

Riguarda un grado successivo alla prevenzione primaria, intervenendo su soggetti già ammalati, anche se in uno stadio iniziale. È un intervento di secondo livello che mediante la diagnosi precoce di malattie, in fase asintomatica mira ad ottenere la guarigione e comunque limitare la progressione. Consente l’identificazione di una malattia o di una condizione di particolare rischio seguita da un immediato interevento terapeutico efficace, atto ad interromperne o rallentarne il decorso.

Prevenzione terziaria

Riguarda tutte le azioni volte al controllo e contenimento degli esiti più complessi di una patologia. Consiste nell’accurato controllo clinico-terapeutico di malattie ad andamento cronico o irreversibili, ed ha come obiettivo quello di evitare o comunque limitare la comparsa sia di complicanze tardive che esiti invalidanti. In altre parole è l’insieme degli atti terapeutici volti prevenire complicanze, probabilità di recidive e la morte.

Prevenzione quaternaria

È un termine ormai accettato dai medici di medicina generale che indica la prevenzione di forme di iper-medicalizzazione.

Analizzando i vari livelli di prevenzione nelle allergie iniziamo a dire che le attività riguardanti la prevenzione primaria hanno dato pochi e incostanti risultati. Le attività di prevenzione primaria attuate durante la gravidanza, come ad esempio regimi dietetici particolari con diete ipoallergeniche, hanno dato risultati scarsi e controversi. Quello che si può fare riguarda gli altri livelli di prevenzione.

Alcuni consigli pratici per le allergie stagionali

  • Evitare di uscire subito dopo un temporale. Anche se è vero che la pioggia tiene a terra i pollini è anche vero che l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli permettendo loro di raggiungere più facilmente le vie aeree e in maggiore profondità
  • Fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente. I granuli pollinici spesso rimangono intrappolati tra i capelli potendo depositarsi durante la notte sul cuscino con la possibilità di essere inalati
  • Evitare di uscire durante le giornate secche e ventose, quando è più alta la concentrazione di pollini
  • Evitare l’aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata ed eventualmente usare condizionatori d’aria, avendo l’accorgimento di pulire spesso i filtri
  • Evitare di viaggiare in macchina o in treno con i finestrini aperti. Evitare di viaggiare in moto.
  • Consultare il calendario pollinico. Siti specializzati notificano giornalmente la concentrazione pollinica nelle varie aree geografiche
  • Cambiarsi le scarpe quando si rientra a casa e riporre, quelle indossate fuori, in un armadio chiuso in modo che non trasportino in giro particelle allergizzanti.

Alcuni consigli pratici per l’allergia agli acari

  • Arieggiare con frequenza coperte, cuscini e materassi: il freddo dell’inverno è un efficace deterrente per lo sviluppo degli acari
  • Ridurre l’umidità all’interno della stanza. Gli acari trovano il loro habitat migliore in ambienti con temperature miti (per esempio quando è acceso il riscaldamento) e con umidità superiore al 70 % (fare quindi attenzione agli umidificatori)
  • Effettuare con frequenza la pulizia delle stanze con panno umido, panni elettrostatici o aspiratore munito di filtro HEPA
  • Pulire con aspiratore almeno una volta al mese anche il materasso
  • Lavare ad alte temperature lenzuola e federe una volta a settimana
  • Utilizzare coprimaterassi e copricuscini in microfibre anti-acaro
  • Evitare l’utilizzo di tappeti, di coperte e cuscini in piuma, di accessori in crine o pelliccia
  • Scegliere letti dalla struttura semplice, senza cassetti e scomparti dove più facilmente si può accumulare polvere
  • Non fumare negli ambienti chiusi frequentati dal soggetto allergico: il fumo aumenta la sua “reattività” agli allergeni

Per non privare i bambini del loro “peluche “preferito, cioè del loro amico più caro e del loro compagno della notte, si può attuare una azione “a zero gradi” per liberarlo dagli acari. Si lava accuratamente il “peluche” e poi lo si congela per qualche ora in freezer. Poi si procede ad un nuovo e accurato lavaggio. Lo stesso trattamento potrebbe essere riservato a piccoli capi di lana o giacche di piume.

Con la speranza che questi consigli possano tornare utili agli allergici, anche se, come diceva Mark Twain: “Fai attenzione quando leggi libri di medicina. Potresti morire per un errore di stampa”.

Basta evitare luoghi troppo umidi e caldi e stare attenti alla pulizia personale e della casa