Perché e quando fare una colonscopia?

26-05-2021


Nei Paesi occidentali il cancro del colon-retto rappresenta il secondo tumore maligno per incidenza dopo quello della mammella nella donna e il terzo dopo quello del polmone e della prostata nell’uomo. La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, è maggiormente diffusa in persone di età compresa fra i 60 e i 75 anni, con poche distinzioni fra uomini e donne. In Italia si stima che questo tumore colpisca circa 23.000 donne e 30.000 uomini ogni anno.

Tra i fattori di rischio rientrano l’alimentazione (una dieta ad alto contenuto di grassi e proteine animali e povera di fibre), la familiarità tra parenti di primo grado (i figli di una persona affetta da cancro o da polipi del grosso intestino), l‘età (più frequente tra i 50 e i 70 anni), il fumo e le malattie infiammatorie croniche intestinali (la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn) e pregressi polipi del colon o tumore del colon-retto.

La maggior parte dei tumori del colon-retto deriva dalla trasformazione in senso maligno di polipi che sono piccole escrescenze dovute al proliferare delle cellule della mucosa intestinale. I polipi, sebbene rientrino nelle patologie benigne, sono considerati forme precancerose. Alcuni di essi, gli adenomi, hanno infatti la capacità di trasformazione in senso tumorale e la loro probabilità di trasformazione dipende dalle dimensioni: è significativa se superiori ai 2,5 centimetri.

Nella maggior parte dei casi i polipi non danno sintomi e quando questi compaiono ci troviamo spesso di fronte ad un tumore già in fase avanzata. Tra i sintomi che possono presentarsi (in modo variabile in base alla localizzazione) vi sono il sangue nelle feci, l’anemia, l’inappetenza, la perdita di peso, la stanchezza e la stitichezza alternata a diarrea.

Come fare prevenzione? Il sangue occulto fecale, sebbene sia un test rapido, economico e poco invasivo per il paziente, è un esame poco specifico in quanto una sua positività può dipendere da diverse altre cause e una sua negatività non esclude la presenza di polipi che, come già detto, sono il più delle volte asintomatici.

L’unico vero esame di screening è la rettosigmoidocolonscopia (RSCS), un esame eseguito per via endoscopica con il quale possiamo esplorare tutto il grosso intestino, dal retto fino alla valvola ileo-cecale. È un esame sia diagnostico che terapeutico: ci consente infatti di identificare polipi anche di pochi millimetri di diametro e contestualmente di poterli asportare per via endoscopica. L’esame prevede una pulizia intestinale il giorno prima o la mattina stessa dell’esame, con la disponibilità di preparazioni oggi ben tollerate dal paziente. L’esame può essere eseguito con una sedazione cosciente o profonda; in ogni caso si svolge in regime ambulatoriale per cui il paziente, poco dopo il termine, fa rientro al proprio domicilio e può riprendere la normale attività lavorativa il giorno seguente l’esame. L’esame è indicato a partire dai 50 anni di età per tutta la popolazione ma viene anticipato in caso di sintomi di allarme e/o familiarità.

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Medilab S.r.l.