Prevenzione del melanoma

Prevenzione del melanoma: 5 sintomi

Chi almeno una volta nella vita non si è chiesto, guardando i propri nevi, se tra tutti ce ne fosse uno a rischio? Il controllo dei nevi preesistenti è molto importante ai fini della diagnosi precoce e quindi la prevenzione del melanoma ma non è l’unico aspetto cui prestare attenzione. Il melanoma, infatti, può insorgere anche ex-novo.

Cosa sono i Nei (o Nevi)?

I nevi sono lesioni benigne molto comuni ed eterogenee, con cui si può convivere con la doverosa precauzione di non esporli eccessivamente al sole ma esporsi al sole in maniera moderata fin dall’età infantile, evitando le ustioni.

Esiste una particolare varietà di nevo, detto displastico o atipico, che appare un po’ più grande dei comuni nevi, lievemente asimmetrico, con margini frastagliati e di colore disomogeneo.

Spesso la presenza di un elevato numero di nevi displastici può rappresentare un fattore di rischio per il melanoma.

Quali sono i fattori di rischio per il melanoma?

I principali fattori di rischio per l’insorgenza del melanoma sono di natura genetica e ambientale.

Genetica

I fattori genetici non si possono evitare e impongono grande cautela. Parliamo infatti di familiarità, di appartenenza ad un fenotipo chiaro e di presenza di molti nevi atipici. In questi casi è molto importante effettuare un autoesame periodico che aiuta ad essere consapevoli dei propri nevi e sottoporsi annualmente a controlli dermatologici.

Nell’ottica di una prevenzione del melanoma personalizzata, la Medicina Predittiva mette oggi a disposizione un test genetico per la valutazione del rischio di insorgenza del melanoma. I risultati di questo test consentono di individuare il programma di prevenzione più adeguato, in linea con il proprio profilo di rischio. Per saperne di più

melanoma

Ambiente

I fattori ambientali che determinano l’insorgenza del melanoma, invece, possono essere evitati perché sono legati allo stile di vita ed all’esposizione ai raggi ultravioletti.
Molte persone ignorano che l’esposizione solare quotidiana, come quella dei lavoratori “all’aria aperta”, non è accompagnata tanto da un aumento di incidenza di melanoma quanto l’esposizione intermittente del weekend, delle vacanze o delle lampade abbronzanti (la forma di irradiazione UV che più frequentemente è associata allo sviluppo del melanoma).

Cosa fare per la prevenzione del melanoma?

La prevenzione primaria del melanoma agisce sui fattori ambientali e può essere attuata da tutti con poche semplici regole per ridurre il rischio di sviluppare questa malattia e proteggere quelle che si ritengono lesioni sospette (da far tenere sotto controllo, osservare e monitorare al proprio dermatologo):

  • evitare l’esposizione ai raggi solari nelle ore calde
  • evitare le scottature soprattutto in età infantile (non solo al di sotto dei 50 anni)
  • proteggere la pelle con l’uso costante ed appropriato di filtri solari come le creme solari

La prevenzione secondaria, invece, consiste nella diagnosi precoce del melanoma e si basa su due azioni fondamentali:

  • autoesame
  • controlli dermatologici annuali

Quali sono i campanelli d’allarme?

I segnali che fanno insospettire sono noti come ABCDE:

  • A: asimmetria della lesione (se si traccia una linea nel mezzo le due metà non corrispondono);
  • B: bordi irregolari;
  • C: colore nero o disomogeneo;
  • D: dimensioni superiori a 5 millimetri di diametro;
  • E: evoluzione, modificazioni in dimensione, forma e colore in un breve periodo di tempo (5-8 mesi).

Il melanoma può manifestare anche una sola di queste caratteristiche ed essere simmetrico, con bordi regolari e piccolo (diametro inferiore a 5 millimetri) ma nero e disomogeneo.

Un segnale molto importante potrebbe essere rappresentato dal punto E: recente insorgenza e modifica rapida dell’aspetto. È bene tener presente che, nelle persone con molti nevi, il melanoma si distingue perché appare diverso rispetto a tutti gli altri: di solito è più nero e irregolare e per questo viene chiamato “il brutto anatroccolo”.

In quali aree del corpo i nei possono diventare melanoma?

Il melanoma può insorgere in qualsiasi area del corpo, più frequentemente in corrispondenza del dorso, addome e arti inferiori. Per questo è molto importante effettuare periodicamente l’autoesame di tutta la superficie cutanea compresi il cuoio capelluto (meglio se a capelli bagnati e con l’aiuto di un pettine), la regione palmare e plantare, le regioni interdigitali, le unghie, e le aree meno accessibili quali la zona anale, genitale e interglutea.

Per la prevenzione del melanoma ogni quanto effettuare controlli dermatologici?

L’aumento di casi di melanoma ogni anno impone un alto livello di attenzione per cui si raccomanda di effettuare la visita dermatologica ogni anno con il proprio dermatologo e di prestare attenzione, fra un controllo e l’altro, ai campanelli di allarme provenienti dalla propria pelle.

Prevenzione del melanoma

Marilab si impegna ogni anno in campagne di prevenzione del melanoma mettendo a disposizione tecnologie di ultima generazione come l’epiluminescenza digitale per l’osservazione di caratteristiche dei nevi poco visibili ad occhio nudo. La telecamera digitale, infatti, acquisisce immagini ad alto ingrandimento che verranno poi archiviate e confrontate con quelle acquisite nelle visite successive. Questa tecnica consente un monitoraggio dei nevi molto efficace: se si sospetta un melanoma si procede all’asportazione chirurgica della lesione che, nel 90% dei casi, sarà tempestiva e risolutiva.

Ora, se la tua pelle permette, non ti resta che mettere gli occhiali da sole e andare in spiaggia ad abbronzarti!

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