REFLUSSO GASTROESOFAGEO: sintomi, cause, rimedi

18-12-2018


La risalita involontaria e frequente dei succhi gastrici e di parte del contenuto dello stomaco lungo l’esofago: ecco come affrontarla

Chi non ha mai avvertito un senso di bruciore alla bocca dello stomaco, o la sensazione di rigurgito di acido o di cibo, o un dolore improvviso e preoccupante dietro lo sterno?

Una specie di drago che fiammeggia nel fondo della nostra gola. Ovvero una condizione che in Italia si stima vivano ben dieci milioni di persone. Se, però, si tratta di episodi isolati forse non c’è da preoccuparsi. Se, al contrario, si verificano con una certa frequenza, spesso dopo pasti abbondanti o se ci si corica subito dopo mangiato, allora potremmo essere in presenza di una malattia da reflusso gastroesofageo. Come è facile intuire si tratta di un reflusso (flusso retrogrado) di acido dallo stomaco all’esofago attraverso lo sfintere (o valvola) cardiale, posta al termine dell’esofago, che in condizioni normali si apre per lasciar passare il cibo e le bevande per poi richiudersi ed impedire che gli alimenti o l’acido secreto dallo stomaco “ritornino su”.

Ognuno di noi ha degli episodi transitori, poco frequenti ed asintomatici di reflusso nell’arco della giornata; quando questi episodi si intensificano si ha l’irritazione e poi l’infiammazione della mucosa dell’ultimo tratto esofageo (esofagite da reflusso) con la comparsa dei sintomi. Tali sintomi sono: Pirosi (sensazione di bruciore restrosternale, spesso notturna, il più frequente). Rigurgito (soprattutto inchinandosi in avanti o sdraiandosi). Disfagia (sensazione di transito difficoltoso del cibo lungo l’esofago o che il cibo si blocchi a livello toracico). Eruttazioni, nausea o dolore toracico. Sintomi di pertinenza otorinolaringoiatrica come raucedine (continuo schiarirsi la gola), tosse secca e stizzosa, necessità di deglutire continuamente, abbassamento intermittente della voce e asma. Se tali sintomi sono presenti dovete consultare il vostro medico e prepararvi psicologicamente ad eseguire una esofagogastroduodenoscopia (o una PH-metria delle 24 ore che consiste nella registrazione qualitativa equantitativa dei reflussi acidi mediante un sondino naso-gastrico) che è la metodica diagnostica migliore per valutare il reflusso e le sue complicanze.

L’incontinenza della valvola cardiale, che è alla base del reflusso, è una condizione irreversibile e predispone ad una patologia cronica ed a una terapia cronica o comunque prolungata nel tempo, con frequenti recidive. La soluzione alternativa è la terapia chirurgica, peraltro gravata da complicanze ed insuccessi, che viene consigliata quando i sintomi non sono più controllati dalla terapia, quando compaiono complicanze cardiologiche (aritmie o extrasistoli) o quando si sviluppa un’ernia iatale con anemizzazione. Utile comunque, nel decorso della malattia, seguire alcuni accorgimenti igienicosanitari (pasto serale
leggero, lasciar trascorrere 2-3 ore prima di coricarsi, non inchinarsi con il busto, alzare la testiera del letto di 10-15 cm) ed alimentari (evitare superalcolici, bevande gassate e spremute di agrumi, evitare aceto e limone per condire, sugo di pomodoro molto cotto e cioccolata). Altrimenti, sono…bruciori!!!

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