Un approccio moderno alla Medicina di Laboratorio

Efficacia clinica attraverso l’appropriatezza della richiesta e gli algoritmi diagnostici.

La Medicina di Laboratorio è una componente fondamentale dei processi assistenziali e svolge ruolo di assoluta rilevanza nella prevenzione, diagnosi, trattamento e follow-up di tutte le patologie.

Attualmente si stima infatti che circa il 70% delle diagnosi mediche dipenda da dati di laboratorio ed è strettamente legato al progresso tecnologico ed all’introduzione di test dotati di maggiore accuratezza diagnostica.

Il ruolo del Laboratorio moderno è più complesso ed articolato di quanto non lo sia stato in passato, non solo per le conquiste tecnologiche, ma anche e soprattutto per la più stretta interconnessione con il mondo clinico. Per una corretta ed efficace interpretazione del risultato del test è necessario adottare un approccio metodologico innovativo e condiviso da tutte le società scientifiche che si basa su due punti cardine: l’appropriatezza della richiesta e gli algoritmi diagnostici.

Il concetto di appropriatezza della richiesta coinvolge l’intero processo diagnostico, dalla fase pre-analitica nella scelta del test, a quella post-analitica nell’interpretazione ed utilizzo dei risultati.

Prescrivere il test giusto, al paziente giusto ed al momento giusto definisce in breve il concetto dell’appropriatezza rispettando la centralità del paziente.

L’obiettivo è quello di incidere positivamente sul percorso diagnostico, riducendo eventuali disagi per il paziente ed ulteriori accertamenti non necessari con indubbio vantaggio anche in termini economici.

Il risultato del test ha un significato specifico nell’ambito del protocollo diagnostico o prognostico in cui il test è stato richiesto. Il confronto del risultato del test con il valore di riferimento rappresenta il livello decisionale per individuare/escludere la presenza di una determinata condizione nel paziente. Però l’informazione proveniente da un singolo test diagnostico può essere errata e/o incompleta e la sempre maggior disponibilità di diversi test diagnostici (di laboratorio, strumentali, clinici) per la stessa patologia conduce alla necessità di disporre di modelli di analisi standardizzati per potere combinare le informazioni da test multipli e disporre quindi di un miglior strumento diagnostico rispetto ad ogni singolo test: gli algoritmi diagnostici.

Esempio di algoritmo diagnostico: TSH Reflex

Una concentrazione di TSH all’interno dell’intervallo di riferimento identifica il soggetto come eutiroideo e non sono necessari ulteriori esami (referto del solo TSH).

Nei casi in cui la concentrazione di TSH è diminuita o aumentata rispetto all’intervallo di riferimento, l’algoritmo favorisce alla stessa seduta analitica, la determinazione automatica dell’FT4 ed eventualmente dell’FT3.

  • se la concentrazione del TSH è aumentata (rispetto all’intervallo di riferimento) e la concentrazione dell’FT4 è all’interno o al di sotto dell’intervallo di riferimento, la cascata si ferma e il paziente viene diagnosticato come ipotiroideo (referto di TSH+FT4)
  • se la concentrazione del TSH è diminuita (rispetto all’intervallo di riferimento) e quella dell’FT4 è al di sopra dell’intervallo di riferimento, la cascata si ferma e il paziente viene definito come ipertiroideo (referto TSH+FT4)
  • se la concentrazione del TSH è diminuita (rispetto all’intervallo di riferimento) e quella dell’FT4 non risulta aumentata, è misurato anche l’FT3 sempre nella stessa seduta analitica (referto TSH+FT4+FT3)

Vantaggi:

La prescrizione del TSH-Reflex, considerata l’elevata frequenza delle tireopatie, consente di:

  • ridurre i costi dello screening completo tiroideo nei pazienti per i quali non è necessario,
  • individuare condizioni cliniche di ipotiroidismo e tireotossicosi, anche sublicnici
  • limitare l’utilizzo di test che non abbiano performance analitica ottimale
  • supportare il medico anche non specialista che si trova ad affrontare quotidianamente problemi diagnostici tiroidei ex- novo oppure ad intervenire su pazienti affetti da patologie tiroidee già accertate
Dott.ssa Isabella Oliviero
Specialista in Patologia Clinica – Responsabile Area Scientifica di Medicina di Laboratorio