Poche analisi sono così semplici da fare e così ricche di informazioni. Con un singolo campione di urina è possibile capire molto su come stanno i reni, le vie urinarie e alcuni processi metabolici fondamentali. È per questo che l’esame completo delle urine è spesso il primo esame che il medico prescrive, sia nei controlli di routine che quando compaiono sintomi come bruciore alla minzione, urine torbide o dolore lombare.
Esame completo delle urine: cos’è e a cosa serve
È un’analisi di laboratorio che studia le caratteristiche fisiche, chimiche e microscopiche delle urine. Non è invasivo, richiede pochi minuti di preparazione e permette di rilevare infezioni, problemi renali, alterazioni metaboliche come il diabete e molto altro — spesso in una fase precoce, quando i sintomi non sono ancora evidenti.
Cosa comprende l’esame urine completo
Si divide in due parti che si integrano tra loro.
La prima è l’esame chimico-fisico: vengono misurati colore e aspetto del campione, pH, peso specifico (cioè quanto sono concentrate le urine), e poi i principali parametri chimici — proteine, glucosio, corpi chetonici, sangue, leucociti e nitriti. Questa parte viene eseguita in automatico e restituisce una prima fotografia del campione.
La seconda è l’esame microscopico del sedimento: il laboratorio analizza al microscopio il deposito ottenuto dopo centrifugazione. Si cercano globuli rossi, globuli bianchi, cellule epiteliali, batteri, cristalli e cilindri. È la parte più dettagliata, quella che permette di capire cosa sta succedendo a livello delle vie urinarie e del rene.
Esame delle urine e urinocoltura: che differenza c’è
Sono due esami diversi, spesso richiesti insieme ma con scopi distinti.
L’esame completo delle urine è uno screening: individua segnali di allarme (leucociti alti, nitriti positivi, batteri al sedimento) che fanno sospettare un’infezione. L’urinocoltura è il passo successivo: identifica con certezza il batterio responsabile e stabilisce quale antibiotico usare. Se l’esame delle urine è il campanello d’allarme, l’urinocoltura è la diagnosi.
Come si raccoglie il campione: la preparazione corretta
La qualità del campione influenza direttamente l’affidabilità del risultato. Poche regole, ma da seguire con attenzione.
Il campione ideale è la prima urina del mattino, più concentrata e quindi più informativa. Prima di raccoglierla, lavare accuratamente i genitali esterni con acqua e sapone neutro. Non raccogliere né il primo né l’ultimo getto, ma la parte centrale del flusso — il cosiddetto mitto intermedio — direttamente nel contenitore sterile monouso. Portarlo in laboratorio entro due ore dalla raccolta.
Cosa significano i leucociti alti nelle urine?
I leucociti sono i globuli bianchi del sistema immunitario. Quando sono elevati nelle urine — condizione chiamata leucocituria — significa che l’organismo sta rispondendo a un’infezione o un’infiammazione a carico delle vie urinarie. La causa più comune è la cistite, ma leucociti alti possono comparire anche in presenza di calcoli, prostatite nell’uomo, o semplicemente per una raccolta del campione non ottimale. Il dato va sempre letto insieme agli altri parametri e ai sintomi.
Quando approfondire e quando rivolgersi al medico
Alcuni risultati richiedono sempre una valutazione medica, indipendentemente dai sintomi:
- Sangue nelle urine, anche una sola volta e anche senza dolore
- Leucociti alti + nitriti positivi: probabile infezione batterica, da confermare con urinocoltura
- Proteine elevate in esami ripetuti: da approfondire con esami specifici della funzionalità renale
- Glucosio nelle urine: richiede sempre una valutazione della glicemia
- Cilindri al sedimento, specialmente ematici o granulosi
In caso di sintomi persistenti o ricorrenti alle vie urinarie, il medico potrebbe indicare anche una valutazione urodinamica
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Domande frequenti
L’esame completo delle urine comprende l’urinocoltura?
No, sono due esami distinti. L’urinocoltura identifica il batterio responsabile di un’infezione e va richiesta come approfondimento separato.
Si può fare l’esame se ci si sveglia di notte?
Sì, se sono trascorse almeno 3-4 ore dall’ultima minzione. Altrimenti è preferibile aspettare il mattino.
Cosa significano i leucociti alti nelle urine?
Indicano un’infiammazione o infezione delle vie urinarie. Il medico valuterà se è necessaria un’urinocoltura di conferma.
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