Creatinina: cos’è e perché viene misurata negli esami del sangue
La creatinina è una sostanza prodotta naturalmente dal nostro organismo durante il normale lavoro dei muscoli. Ogni giorno viene rilasciata nel sangue e successivamente eliminata dai reni attraverso le urine.
Proprio perché la sua produzione è piuttosto costante, il valore della creatinina rappresenta uno degli indicatori più utilizzati per valutare la funzionalità renale.
Quando i reni filtrano correttamente il sangue, la creatinina rimane entro determinati intervalli di riferimento. Se invece la capacità di filtrazione diminuisce, i suoi livelli possono aumentare e meritare ulteriori approfondimenti.
Quali sono i valori normali della creatinina?
I valori di riferimento possono variare leggermente da laboratorio a laboratorio e dipendono da fattori come età, sesso e massa muscolare.
Indicativamente si considerano normali:
- uomini adulti: 0,7 – 1,2 mg/dL
- donne adulte: 0,5 – 1,1 mg/dL
- bambini: 0,2 – 0,7 mg/dL
Negli anziani può capitare di osservare valori apparentemente normali o addirittura bassi anche in presenza di una riduzione della funzione renale, proprio a causa della fisiologica perdita di massa muscolare legata all’età.
Creatinina alta: quali possono essere le cause?
Ricevere un referto con la dicitura “creatinina alta” non significa automaticamente avere una malattia renale.
Esistono infatti numerose condizioni temporanee che possono influenzarne il valore, tra cui:
- disidratazione;
- attività fisica intensa nei giorni precedenti l’esame;
- alimentazione particolarmente ricca di proteine;
- utilizzo di integratori a base di creatina;
- assunzione di alcuni farmaci.
In altri casi, invece, un aumento persistente della creatinina può essere il segnale di una riduzione della funzionalità dei reni e richiedere ulteriori accertamenti specialistici.
Quando è opportuno preoccuparsi?
Più che il singolo valore, conta il contesto clinico complessivo.
Generalmente il medico valuta con maggiore attenzione situazioni nelle quali:
- la creatinina continua ad aumentare nel tempo;
- il valore si associa a un eGFR ridotto;
- sono presenti ipertensione o diabete;
- compaiono gonfiore alle gambe, alterazioni della diuresi o stanchezza persistente.
Per questo motivo è sempre importante interpretare il risultato degli esami insieme al proprio medico curante o allo specialista nefrologo.
Creatinina bassa: è un problema?
Valori inferiori alla norma sono molto meno frequenti e raramente indicano una patologia renale.
Più spesso sono associati a:
- ridotta massa muscolare;
- età avanzata;
- gravidanza;
- alimentazione povera di proteine;
- alcune patologie neuromuscolari.
Creatinina ed eGFR: perché vengono valutati insieme
Oggi il semplice valore della creatinina viene quasi sempre accompagnato dall’eGFR, cioè la velocità di filtrazione glomerulare stimata.
Questo parametro permette di capire con maggiore precisione quanto efficacemente i reni riescano a filtrare il sangue e rappresenta uno degli strumenti principali per individuare precocemente eventuali alterazioni della funzione renale.
In alcune persone, soprattutto negli anziani o nei soggetti con poca massa muscolare, è possibile osservare una creatinina apparentemente normale associata però a un eGFR ridotto. Anche per questo motivo i due valori vengono sempre interpretati insieme.
Quali esami aiutano a valutare la salute dei reni?
Per avere un quadro completo della funzionalità renale il medico può richiedere:
- creatinina sierica;
- eGFR;
- azotemia;
- esame completo delle urine;
- elettroliti come sodio e potassio;
- microalbuminuria e rapporto albumina/creatinina.
La combinazione di questi esami consente spesso di individuare alterazioni anche nelle fasi iniziali, quando i sintomi sono ancora assenti.
Chi dovrebbe controllare periodicamente la funzione renale?
Un monitoraggio periodico è particolarmente consigliato a chi presenta uno o più fattori di rischio:
- diabete;
- ipertensione arteriosa;
- familiarità per malattie renali;
- età superiore ai 60 anni;
- utilizzo prolungato di alcuni farmaci;
- patologie cardiovascolari.
Le malattie renali infatti possono evolvere lentamente e senza sintomi evidenti per molto tempo. La prevenzione rimane quindi lo strumento più efficace per intercettarle precocemente.
Come abbassare la creatinina?
Non esiste un trattamento rivolto esclusivamente al numero riportato sul referto.
L’obiettivo è sempre individuare e correggere la causa che ha determinato l’aumento del valore.
In generale può essere utile:
- mantenere una corretta idratazione;
- seguire un’alimentazione equilibrata;
- evitare l’uso improprio di integratori proteici;
- sottoporsi a controlli periodici se si soffre di diabete o ipertensione.
Qualunque modifica terapeutica o alimentare deve comunque essere valutata insieme al proprio medico.
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Domande frequenti sulla creatinina
Una creatinina leggermente alta deve preoccupare?
Non necessariamente. Disidratazione, attività fisica intensa o un’alimentazione particolarmente ricca di proteine possono determinare aumenti temporanei.
È possibile avere una creatinina normale ma i reni che funzionano meno bene?
Sì. È una situazione abbastanza frequente nelle persone anziane o con poca massa muscolare. Per questo motivo il valore viene sempre interpretato insieme all’eGFR.
Bere più acqua abbassa la creatinina?
Una corretta idratazione aiuta il normale funzionamento dei reni, ma non rappresenta una terapia per la creatinina elevata se alla base è presente una patologia renale.
Quali sintomi possono indicare un problema ai reni?
Nelle fasi iniziali spesso non compaiono sintomi specifici. Con il tempo possono comparire gonfiore, alterazioni della diuresi, stanchezza persistente o aumento della pressione arteriosa.
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